Storia del turismo termale a Merano


Il lancio di Merano come stazione di cura avvenne nella prima metà del XIX secolo, dopo che nel 1836 la contessa viennese Mathilde von Schwarzenberg e il suo medico personale Johann Nepomuk Huber scoprirono la piccola cittadina e i suoi effetti benefici. L'acqua, il clima mite e le numerose giornate di sole vennero descritte per la prima volta - in forma di pubblicità turistica - nel libretto del medico Huber: "Über die Stadt Meran in Tirol, ihre Umgebung und ihr Klima. Nebst Bemerkungen über Milch-, Molken-, und Traubenkur und nahe Mineralquellen (Sulla città di Merano, i dintorni ed il suo clima. Con annotazioni sulla cura del latte, del siero e dell'uva e sulle vicine sorgenti minerali)". Malgrado Merano fosse priva di strutture adeguate, poteva già contare alcuni ospiti che vi si recavano per passare le vacanze. L'allora sindaco Valentin Haller intravide la possibilità di un'attività turistica della città e profuse tutto il suo impegno per trasformare Merano in un importante centro turistico.
Nel 1855, un gruppo di albergatori e ristoratori meranesi fondò l'Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo e si iniziarono a registrare con molta precisione i nomi degli ospiti della città di cura nella cosiddetta "lista di cura". Essi unirono le loro forze per mettere in moto il turismo cittadino: vennero costruite nuove infrastrutture e ai tanti ospiti meranesi venne offerto un programma di intrattenimento sempre più fitto e interessante. L'Azienda di Soggiorno, la prima del Tirolo e presumibilmente la seconda al mondo dopo Karlsbad (1835), dette un notevole contributo alla rapida evoluzione di Merano da "cittadina addormentata" del XIX secolo a stazione di cura di fama mondiale. Risultato: un grande viavai di aristocratici ed artisti della Mitteleuropa.
L'inaugurazione del tratto ferroviario del Brennero, nel 1867 e, in seguito, il collegamento Merano-Bolzano nel 1881, determinarono l'inarrestabile ascesa di Merano a città di cura più importante del Tirolo. Durante la "belle époque", periodo aureo di Merano caratterizzato da un vero e proprio boom edilizio - vennero infatti costruiti palazzi all'avanguardia e in stile liberty -, il turismo cittadino subì un' ulteriore impennata. Dal nulla sorsero alberghi di lusso, pensioni, il campo sportivo, l'ippodromo, il teatro, il Kurhaus con il padiglione della musica, sale da ballo e sale concerti, ma anche l'ospedale e la teleferica per S. Vigilio. Vennero inoltre costruite le prime strade che collegavano la città ai paesi limitrofi permettendo così di scoprirne la bellezza.
Merano si sviluppò molto presto da luogo di cura per malati di tubercolosi (XIX secolo) a punto d'incontro mondano per gli "ammalati di moda" e per l' elites europee. Infatti alla soglia della Prima guerra mondiale il 66% di tutti i villeggianti meranesi provenivano da paesi esterni alla monarchia austro-ungarica (71% tedeschi, 17% russi e 0,7% italiani). Le rinomate passeggiate meranesi si prestavano particolarmente per le tanto amate "passerelle", dove ci si recava per guardare e per essere guardati. Nel 1870/71 e poi ancora nel 1872, 1889 e 1897, l'imperatrice austriaca Elisabetta d'Austria ("Sissi") con la figlia Valerie e la sua corte, scelse Merano e, in particolare, Castel Trauttmansdorff quale luogo di villeggiatura. Le sue frequenti permanenze nella stazione climatica dettero un ulteriore slancio all'ascesa di Merano quale rinomata città di cura. Le passeggiate e i parchi appositamente realizzati, crearono presto un magnifico contrasto tra il paesaggio alpino e la vegetazione mediterranea, che oggi fa di Merano un unicum nel suo genere. Il paesaggio intatto, il clima mite, le varie cure termali e la ricca offerta culturale erano e sono tutt'oggi il traino del turismo meranese.

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