
La zona di Merano, proprio per la sua posizione di nodo viario e di comunicazione tra Nord e Sud, è costellata di castelli, rocche e rovine che un tempo avevano esercitato la propria funzione di controllo, difesa, residenza, centro di potere e che oggi adornano le pendici delle montagne, esercitando un grande fascino. | |
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| Il castello fu riedificato intorno al 1470 per volontà dell'arciduca Sigismondo d'Austria, che lo utilizzò probabilmente per brevi periodi di riposo. L'edificio è composto di una graziosa corte interna, una cappellina gentilizia dal soffitto voltato e finestre ad arco acuto. Poche stanze piccole ma accoglienti, dalle moderne finestre a croce e decorate da pitture in terra verde, completano la struttura. Nel corso dei secoli l'edificio cadde in disuso e nell'Ottocento se ne propose l'abbattimento. Deciso invece l'assetto museale, il castello fu ristrutturato a partire dal 1875 secondo lo stile storicista. Nel tentativo di ricrearne gli ambienti e seguendo gli indizi d'inventario si procedette all'acquisto di mobili d'epoca. | ![]() |
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| Castel Verruca è il castello più alto di Merano, a 727 metri sul livello del mare. Sovrasta la frazione di Sinigo, con un'ampia vista sulla conca meranese. Il luogo dove sorge il castello era probabilmente fortificato già in epoca preistorica e certamente in epoca romana. Il maniero fu costruito nella seconda metà del XIII secolo da Otto von Auer, feudatario dei Conti di Tirolo. Nel 1479, quando fu acquistato dai Wiederthor, cominciò una radicale trasformazione che ebbe il suo massimo a metà del XVI secolo. Il castello passò di proprietario in proprietario. Nel 1620 i conti di Memmingen fecero costruire la parte principale del palazzo che si vede ancor oggi, che fu adibita a palazzina di caccia. Un'ulteriore trasformazione fu effettuata a metà del XIX secolo. Nel 1904 i conti Deuster lo trasformarono in un hotel, facendo aprire a proprie spese la strada che ancora oggi lo congiunge alla città. | ![]() .Dopo l'annessione dell'Alto Adige all'Italia, il castello divenne proprietà dell'Opera Nazionale Combattenti, che la utilizzò come colonia. Durante la seconda guerra mondiale è andato perduto tutto il mobilio originale, ad eccezione di quello della cappella e di altre due sale, che si è parzialmente salvato. Nel secondo dopoguerra fu acquistato da privati e nuovamente adibito ad albergo. Nel 2001 è stato completamente restaurato. |
Castel del Gatto | |
| Fu costruito dalla famiglia Katzenzungen, i ministeriali che lo fecero presumibilmente costruire prima del 1200, in un luogo dove già sorgeva una torre recintata. Secondo gli esperti (Tabarelli, Caminiti), poco probabile appare che sia stata la famiglia a prendere il nome dal castello, che a sua volta avrebbe preso il nome dalle caratteristiche caditoie a "lingua di gatto". Nel 1244 passò - ed è la prima testimonianza scritta - ai signori di Schlandersberg, e per la leggenda furono gli ultimi esponenti di quella famiglia a piantare Versoaln, la vite più grande e vecchia d'Europa, che si trova nei pressi del ponte di pietra. Passò poi ai Thun e ai Fuchs, finché nel 1535 passò ai Breisach, che gli diedero ancora nel corso del XVI secolo la forma attuale, tipicamente rinascimentale. | ![]() Con la fine della famiglia, il castello perse importanza e cominciò a declinare. Nel corso del tempo fu abitato da famiglie contadine, finché nel 1978 fu acquistato dai Pobitzer, che lo restaurarono completamente. Oggi è uno spazio utilizzato per congressi, convegni e banchetti. |
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| Nel luogo ove oggi sorge Castel Trauttmansdorff esisteva attorno al 1300 un piccolo castello chiamato Neuberg. Le spesse mura di questo bastione medievale sono ancor oggi visibili sul lato meridionale. Nel Nikolaus von Trauttmandorff Agli che proviene da una famiglia nobiliare originaria della Stiria acquista Neuberg (Castel di Nova) presso Merano. Suo figlio Franz fa ristrutturare il maniero con ricchezza di mezzi. Questo ramo dei Trauttmansdorff si estingue due generazioni più tardi e Neuberg decade. Nel 1846 giunge dalla Stiria nella neonata "città di cura" di Merano il giovane conte Joseph von Trauttmansdorff, scoprendo il castello abbandonato un secolo e mezzo prima dai suoi avi. Acquista l'edificio ormai semidiroccato, lo amplia sino alle dimensioni attuali e lo integra con elementi neogotici. Castel Trauttmansdorff, come da allora viene chiamato, diviene il primo esempio di castello neogotico in Tirolo. Il conte muore ancora scapolo nel 1867 e il patrimonio passa in eredità al cavalier Moritz von Leon, probabilmente un figlio illegittimo del conte. Nell'ottobre 1870 l'imperatrice Elisabetta d'Austria sceglie Castel Trauttmansdorff per il suo soggiorno invernale. | ![]() Il soggiorno dell'imperatrice rappresenta il culmine della mutevole storia di Castel Trauttmansdorff. Moritz von Leon, erede del conte Trauttmansdorff e padrone del castello durante le visite dell'imperatrice, non riesce a conservare l'ampia proprietà. 1891vende il castello a Friedrich von Deuster e ha inizio un nuovo periodo aureo che viene dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Al pari di numerosi altri cittadini germanici in Italia, anche Friedrich von Deuster subisce dopo la prima guerra mondiale l'esproprio dei suoi beni. Per il momento il castello é sfitto. Attorno al 1930 il castello viene utilizzato come ricovero temporaneo per famiglie immigrate, durante la seconda guerra mondiale diviene deposito della Wehrmacht. Gli arredi vanno quasi interamente perduti, subentra il degrado. Dopo lungo dibattito nel 1990 si individua finalmente un nuovo utilizzo della struttura. Sui terreni antistanti il castello viene allestito un grandioso "Giardino botanico", inaugurato nell'estate 2001. Gli edifici del castello vengono invece restaurati e divengono la sede del nuovo Touriseum. Visitate il sito dei giardini di Castel Trauttmansdorff |
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| è un castello rinascimentale che si trova a Maia Alta, nel comune di Merano. Nel tardo medioevo era una fattoria della famiglia Winkler. Fu completamente ricostruito da Kasper von Rosenberg nel XVII secolo, nella forma attuale. La parte più caratteristica del maniero è la torre barocca, sormontata dalla lanterna. Ebbe poi molti proprietari, tra cui Claudia dé Medici, moglie di Leopoldo V d’Austria, quando era reggente della contea di Tirolo. | ![]() Nel 1935 fu aquistato dal trentino Antonio Cembran, che la fece restaurare accuratamente. È ancora di proprietà degli eredi Cembran. |
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| si trova in provincia di Bolzano, su uno sperone di roccia all'ingresso della Val Passiria. Già i romani avevano posto una base (Castrum Maiensis) per il controllo delle vie commerciali in quel posto così strategico, nelle vicinanze dell'attuale città di Merano. Nell'alto medioevo venne eretta la cappella dedicata a San Zeno, meta di pellegrinaggi. Già tra il attorno al 470 la chiesa accolse le spoglie di San Valentino e nel 725 vi fu sepolto San Corbiniano. Pochi anni dopo le spoglie dei due santi saranno traslate altrove e la cappella cadde poi in disuso. Le prime costruzioni fortificate nei dintorni della chiesetta si devono alla famiglia Suppan. Mainardo II, dopo aver acquisito i fortilizi dei Suppan, tra il 1285 e il 1290 fece erigere la propria residenza fortificata, che sarà una delle sedi della famiglia dei conti di Tirolo fino alla caduta e alla distruzione del castello nel 1347, ad opera delle truppe dei Lussemburgo. | ![]() Nell'arco del portale del castello si può ancora vedere la più antica raffigurazione di aquila tirolensis. Il decadimento non fu fermato neppure dagli Asburgo, che subentrarono ai Tirolo, finché - nel 1800 Leopold von Breitenberg non l'acquistò cominciando un'opera di restauro portata avanti anche dai suoi discendenti. |
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| Poco sopra Merano, dal paese di Tirolo, una panoramica passeggiataporta al castello. Costruito nei primi anni del 1100, domina da una rupe la valle dell'Adige e la conca meranense. Dimora dei conti del Tirolo, protettori dei vescovi di Trento e di Bressanone, fu di Mainardo II, Enrico III e nel 1347 venne assediato dal nuovo re di Germania Carlo IV di Boemia per vendicare il fratello Giovanni di Boemia ripudiato e scacciato dalla moglie Margherita (figlia di Enrico III). Il castello fu difeso con successo da una piccola guarnigione guidata da Margherita. Nel 1363 fu ceduto ai duchi d'Austria, lontani parenti di Margherita che, nel frattempo, era rimasta vedova ed aveva perso l'unico figlio. Nei secoli successivi castel Tirolo fu trascurato e cadde in dissesto e una parte dell'ala orientale crollò nel vallone sottostante. Sul finire del '600 si demolirono le parti più danneggiate ristrutturando le rimanenti. | ![]() I successivi restauri ripresero nel 1850 con il ripristino delle antiche forme. Oggi castel Tirolo è completamente rinnovato ed é di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano e sede dal 1984 del Museo Archeologico Provinciale. |
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Il castello che sorge sotto il maniero dei conti di Tirolo fu fatto erigere nel 1250 da Wilhelm Tarant, nobile legato politicamente ad Albert II di Tirolo. Esso doveva certamente apparire molto diverso dalla costruzione visibile oggi. | ![]() Oggi il castello ospita il Museo Agricolo. Le numerose tematiche affrontate riguardano in massima parte la vita dei masi d'alta quota, le difficoltà di lavorare terreni scoscesi e di effettuare trasporti su questi terreni. |
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Maestoso e severo nelle sue linee architettoniche, il castello si staglia sulla collina del piccolo centro di Scena. Eretto nel 1346 dai signori di Scena, subì nel 1424 un lungo assedio e fu espugnato da Federico Tascavuota, signore del Tirolo. | ![]() All'interno, disposte su sette stanze, le collezioni museali di armi, dipinti, trofei di caccia e mobili antichi. |
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Il castello si affaccia sulla conca meranese ed è posto in una zona difensiva e strategica sopra il paese di Cermes. Fu eretto nella seconda metà del XIII secolo dai signori di Marlengo che da esso presero il nome. Il mastio ed il palazzo erano circondati dalla cinta muraria oggi solo parzialmente visibile. | ![]() |
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