

| Nei Giardini di Castel Trauttmansdorff sono riunite piante di tutto il mondo, ma è presente anche la tipica vegetazione dell’Alto Adige. Ameni sentieri s’inerpicano lungo il pendio attraverso i Giardini acquatici e terrazzati, conducono al Giardino dei sensi, al Giardino giapponese, alla collina dei cactus e delle succulente oppure alle antiche piante coltivate come ulivi e viti. Clima mite e vegetazione dei paesi del sud possono fare miracoli. Lo sapevano bene i medici locali che, già verso la metà dell’Ottocento, assistevano gli ospiti giunti a Merano da tutta Europa per ritrovare il benessere. Tra i più illustri visitatori della città di cura rientra a pieno titolo l’imperatrice Elisabetta d’Austria, che elesse di Castel Trauttmansdorff a suo domicilio invernale. Intorno a questo importante complesso, situato sul limite orientale di Merano, si estende oggi il giardino botanico. Delimitato da un bosco di roverelle, il giardino copre una superficie pari a dodici ettari. Le prime piante esotiche furono portate a Merano oltre 150 anni fa e disseminate un po’ a casaccio nei grandi parchi e giardini che abbellivano la città di cura. Le piante raccolte nei Giardini di Castel Trauttmansdorff sono disposte secondo il luogo d’origine, evidenziando le relazioni intercorrenti tra vegetazione naturale, clima, suolo e influenze umane. | Paesaggi naturali, come il bosco ripariale giapponese, si alternano così a paesaggi colturali, come le piantagioni di riso e di tè. Merano è favorita da condizioni particolari: il suo clima mite permette la crescita di piante che non sopravviverebbero a nord delle Alpi. Piante mediterranee coltivate quali ulivi, viti, fichi, cipressi e lavanda, richiamano la tipica immagine del Sud all’interno dei Giardini di Castel Trauttmansdorff. Il sole caldo e generoso favorisce la crescita di vegetali normalmente presenti a latitudini inferiori. Sul lato sud di Castel Trauttmansdorff cresce l’oliveto più settentrionale d’Italia. Aromatici arbusti nani e alberi sempreverdi si alternano sul pendio terrazzato, dove i sentieri risalgono sinuosi offrendo una vista sempre più ampia sulle montagne circostanti. I lecci rievocano il manto vegetale naturale del bacino del Mediterraneo, dove una volta essi formavano boschi estesi. I giardini acquatici e terrazzati di Castel Trauttmansdorff creano un quadro multiforme: ameni sentieri s’insinuano tra il verde del giardino all’italiana, del giardino all’inglese con piante perenni e del giardino dei sensi. Piante sempreverdi accuratamente potate si alternano a festose aiole di fiori. Accanto alle cordonate scorrono vivaci rivoli d’acqua che sfociano nel laghetto delle ninfee, contornato da una sgargiante vegetazione ripariale. Aperti dal 15 marzo a metá novembre. |
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